Quello Che Non Ho
(Testo
e Musica: Fabrizio De André e Massimo Bubola)
Quello che non ho è una camicia bianca,
quello che non ho è un segreto in banca,
quello che non ho sono le tue pistole
per conquistarmi il cielo, per guadagnarmi il sole.
Quello che non ho è di farla franca,
quello che non ho è quel che non mi manca,
quello che non ho sono le tue parole
per guadagnarmi il cielo, per conquistarmi il sole.
Quello che non ho è un orologio avanti
per correre più in fretta e avervi più distanti,
quello che non ho è un treno arrugginito
che mi riporti indietro da dove son partito.
Quello che non ho sono i tuoi denti d'oro,
quello che non ho è un pranzo di lavoro,
quello che non ho è questa prateria
per correre più forte della malinconia.
Quello che non ho sono le mani in pasta,
quello che non ho è un indirizzo in tasca,
quello che non ho sei tu dalla mia parte,
quello che non ho è di fregarti a carte.
Quello che non ho è una camicia bianca,
quello che non ho è di farla franca,
quello che non ho sono le tue pistole
per conquistarmi il cielo, per guadagnarmi il sole.
Quello che non ho...
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Canto Del Servo Pastore
(Testo
e Musica: Fabrizio De André e Massimo Bubola)
Dove fiorisce il rosmarino c'è una fontana scura,
dove cammina il mio destino c'è un filo di paura,
qual è la direzione? Nessuno me lo imparò;
qual è il mio vero nome? Ancora non lo so.
Quando la luna perde la lana e il passero la strada,
quando ogni angelo è alla catena ed ogni cane abbaia,
prendi la tua tristezza in mano e soffiala nel fiume,
vesti di foglie il tuo dolore e coprilo di piume.
Sopra ogni cisto da qui al mare c'è un po' dei miei capelli,
sopra ogni sughera il disegno di tutti i miei coltelli,
l'amore delle case, l'amore bianco vestito,
io non l'ho mai saputo e non l'ho mai tradito.
Mio padre un falco, mia madre un pagliaio: stanno sulla collina;
i loro occhi senza fondo seguono la mia luna,
notte, notte, notte sola, sola come il mio fuoco,
piega la testa sul mio cuore e spegnilo poco a poco.
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Fiume Sand Creek
(Testo
e Musica: Fabrizio De André e Massimo Bubola)
Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura,
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura,
fu un generale di vent'anni,
occhi turchini e giacca uguale;
fu un generale di vent'anni,
figlio d'un temporale.
C'è un dollaro d'argento sul fondo del Sand Creek.
I nostri guerrieri troppo lontani sulla pista del bisonte
e quella musica distante diventò sempre più forte,
chiusi gli occhi per tre volte,
mi ritrovai ancora lì;
chiesi a mio nonno "è solo un sogno?",
mio nonno disse "sì".
A volte i pesci cantano sul fondo del Sand Creek.
Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso,
il lampo in un orecchio, nell'altro il Paradiso,
le lacrime più piccole,
le lacrime più grosse
quando l'albero della neve
fiorì di stelle rosse.
Ora i bambini dormono nel letto del Sand Creek.
Quando il sole alzò la testa tra le spalle della notte
c'erano solo cani e fumo e tende capovolte,
tirai una freccia in cielo
per farlo respirare,
tirai una freccia al vento
per farlo sanguinare.
La terza freccia cercala sul fondo del Sand Creek.
Si son presi i nostri cuori sotto una coperta scura,
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura,
fu un generale di vent'anni,
occhi turchini e giacca uguale;
fu un generale di vent'anni,
figlio d'un temporale.
Ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek.
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Ave Maria (Canto Popolare Sardo)
(Adattamento di Albino Puddu; Rielaborazione di Fabrizio De André)
Deus, Deus ti salvet Maria,
chi, chi ses de grazia plena,
de grazia ses sa ivena
ei sa currente.
Pregade, pregade lu a fizzu ostru
chi, chi tottu sos errores
a nois, sos peccadores,
a nos perdone.
Meda, meda grazia a nos done
in vida e in sa morte
e in sa diciosa sorte
in Paradisu.
Traduzione dal sardo: "Ave Maria"
Dio, Dio ti salvi Maria,
che, che di grazia sei piena,
di grazia sei la vena
e l'energia.
Pregate, pregate a vostro figlio
che, che tutti gli errori
a noi, i peccatori,
a noi perdoni.
Molta, molta grazia ci doni
nella vita e nella morte
e nella beata sorte
in Paradiso.
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Hotel Supramonte
(Testo
e Musica: Fabrizio De André e Massimo Bubola)
E se vai all'Hotel Supramonte e guardi il cielo,
tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo
e una lettera vera di notte, falsa di giorno
e poi scuse e accuse e scuse senza ritorno.
E ora viaggi, ridi, vivi o sei perduta,
col tuo ordine discreto dentro il cuore.
Ma dove, dov'è il tuo amore? Ma dove è finito il tuo amore?
Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile,
grazie a te ho una barca da scrivere, ho un treno da perdere
e un invito all'Hotel Supramonte dove ho visto la neve,
sul tuo corpo così dolce di fame, così dolce di sete.
Passerà anche questa stazione senza far male,
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore.
Ma dove, dov'è il tuo cuore? Ma dove è finito il tuo cuore?
E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome,
ora il tempo è un signore distratto, è un bambino che dorme;
ma se ti svegli e hai ancora paura, ridammi la mano,
cosa importa se sono caduto, se sono lontano?
Perché domani sarà un giorno lungo e senza parole,
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole.
Ma dove, dov'è il tuo amore? Ma dove è finito il tuo amore?
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Franziska
(Testo
e Musica: Fabrizio De André e Massimo Bubola)
Hanno detto che Franziska è stanca di pregare,
tutta notte alla finestra aspetta il tuo segnale,
quanto è piccolo il suo cuore è grande la montagna,
quanto taglia il suo dolore, più di un coltello, coltello di
Spagna.
Tu bandito senza luna, senza stelle, senza fortuna,
questa notte dormirai col suo rosario stretto intorno al tuo
fucile;
tu bandito senza luna, senza stelle, senza fortuna,
questa notte dormirai col suo rosario stretto intorno al tuo
fucile.
Hanno detto che Franziska è stanca di ballare
con un uomo che non ride e non la può baciare,
tutta notte sulla quercia l'hai seguita in mezzo ai rami,
dietro il palco sull'orchestra i tuoi occhi come due cani.
Marinaio di foresta, senza sonno e senza canzoni,
senza una conchiglia da portare o una rete d'illusioni;
marinaio di foresta, senza sonno e senza canzoni,
senza una conchiglia da portare o una rete d'illusioni.
Hanno detto che Franziska è stanca di posare
per un uomo che dipinge e non la può guardare,
filo-filo del mio cuore che dagli occhi porti al mare,
c'è una lacrima nascosta che nessuno mi sa disegnare.
Tu bandito senza luna, senza stelle, senza fortuna,
questa notte dormirai col suo rosario stretto intorno al tuo
fucile;
tu bandito senza luna, senza stelle, senza fortuna,
questa notte dormirai col suo ritratto proprio sotto il tuo
fucile.
Hanno detto che Franziska non riesce più a cantare,
anche l'ultima sorella tra un po' vedrà sposare,
l'altro giorno un altro uomo le ha sorriso per la strada,
era certo un forestiero che non sapeva quel che costava.
Marinaio di foresta, senza sonno e senza canzoni,
senza una conchiglia da portare o una rete d'illusioni;
marinaio di foresta, senza sonno e senza canzoni,
senza una conchiglia da portare o una rete d'illusioni.
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Se Ti Tagliassero A Pezzetti
(Testo
e Musica: Fabrizio De André e Massimo Bubola)
Se ti tagliassero a pezzetti,
il vento li raccoglierebbe,
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio,
di Dio il sorriso.
Ti ho trovata lungo il fiume
che suonavi una foglia di fiore,
che cantavi parole leggere, parole d'amore;
ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso,
ti ho detto "dammi quello che vuoi, io quel che posso".
Rosa gialla, rosa di rame,
mai ballato così a lungo
lungo il filo della notte, sulle pietre del giorno;
io suonatore di chitarra, io suonatore di mandolino,
alla fine siamo caduti sopra il fieno.
Persa per molto, persa per poco,
presa sul serio, presa per gioco,
non c'è stato molto da dire o da pensare,
la fortuna sorrideva come uno stagno a primavera,
spettinata da tutti i venti della sera.
E adesso aspetterò domani per avere nostalgia,
signora Libertà, signorina Fantasia,
così preziosa come il vino, così gratis come la tristezza,
con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.
T'ho incrociata alla stazione
che inseguivi il tuo profumo,
presa in trappola da un tailleur grigio fumo,
i giornali in una mano e nell'altra il tuo destino,
camminavi fianco a fianco al tuo assassino.
Ma se ti tagliassero a pezzetti,
il vento li raccoglierebbe,
il regno dei ragni cucirebbe la pelle
e la luna, la luna tesserebbe i capelli e il viso
e il polline di Dio,
di Dio il sorriso.
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Verdi Pascoli
(Testo
e Musica: Fabrizio De André e Massimo Bubola)
Gli aranci sono grossi,
i limoni sono rossi
lassù, lassù nei verdi pascoli.
Ogni angelo è un bambino,
sporco e birichino
lassù, lassù nei verdi pascoli.
E ora non piangere perché
presto la notte finirà,
con le sue perle, stelle e strisce
in fondo al cielo;
e ora sorridimi perché
presto la notte se ne andrà
con le sue stelle arrugginite
in fondo al mare.
La radio suona sempre
canzoni da ballare
lassù, lassù nei verdi pascoli.
Niente da scommettere,
tutto da giocare
lassù, lassù nei verdi pascoli.
E ora non piangere perché
presto la notte finirà
con le sue perle, stelle e strisce
in fondo al cielo;
e ora sorridimi perché
presto la notte se ne andrà
con le sue stelle arrugginite
in fondo al mare.
Non c'è d'andare a scuola,
ti basta una parola
lassù, lassù nei verdi pascoli.
C'è carne da mangiare,
erba da sognare
lassù, lassù nei verdi pascoli.
E ora non piangere perché
presto la notte finirà
con le sue perle, stelle e strisce
in fondo al cielo;
e ora sorridimi perché
presto la notte se ne andrà
con le sue stelle arrugginite
in fondo al mare.
Gli aranci sono grossi,
i limoni sono rossi
lassù, lassù nei verdi pascoli.
Papà non c'ha da fare,
papà ti fa giocare
lassù, lassù nei verdi pascoli.
E ora non piangere perché
presto il concerto finirà
con le sue perle, stelle e strisce
in fondo al cielo;
e ora sorridimi perché
presto il concerto se ne andrà
con le sue stelle arrugginite
in fondo al mare.
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